Il Progetto

Il progetto proposto scaturisce da un precedente studio condotto su questa singolare abitazione per la redazione di una tesi triennale in Scienze dei Beni Culturali presso l’Università degli Studi di Pisa.

L’opera all’epoca della sua costruzione aveva suscitato un grandissimo interesse, non solo nazionale, ma a livello mondiale, tanto che arrivarono nel piccolo paesino del ponente ligure, Castelnuovo Magra, giornalisti, architetti e ingegneri dagli Stati Uniti e dal Giappone per poterla studiare. Ad oggi, nessuno è stato in grado di replicarla dal momento che non si è ancora riusciti a capirne la struttura meccanica e il suo funzionamento.

Questo progetto vuole riportare in luce l’ormai quasi dimenticata dimora “volante” e il suo singolare inventore, il quale nel corso degli ultimi anni si è ritrovato più volte a pensare di abbattere la sua creazione senza lasciarne più traccia, ma, allo stesso tempo, desidera attirare l’attenzioni degli studiosi e ingegneri ed esortarli a condurre ricerche per tradurre l’opera in un progetto cartaceo da poter riprodurre: data la sua natura anti-sismica, potrebbe essere una soluzione ottimale per le aree fortemente soggette a tali rischi.

Rimane ancora un grande quesito in sospeso: quale sarà il futuro della dimora? Se l'amministrazione comunale dovesse entrare in possesso della villetta potrebbe avviare la pratica di "verifica dell'interesse culturale" per mezzo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e disporla così sotto le leggi che tutelano i beni di interesse culturale, ma ciò sarà possibile solo dopo cinquant'anni dalla sua realizzazione e a seguito della scomparsa del suo autore [1].

La Digitalizzazione 3D

Per la creazione del modello 3D si è optato per il Multi-view Stereo Matching, catturando due serie differenti di immagini tramite una macchinetta fotografica Canon EOS 450D, con distanza focale di 17 mm e un’esposizione ISO 100 – f/4 – 1/500 sec:

1) La prima serie, atta a documentare l’intero stabile, ha raccolto un totale di 173 immagini in formato .jpg, scattate attorno all’edificio.

2) La seconda serie è stata condotta per l’acquisizione di tre posizioni diverse del meccanismo di elevazione che ha interessato il modellino in scala. Le immagini sono state successivamente divise in tre gruppi distinti, secondo le fasi di movimento, raccogliendo 80 immagini formato .jpg per il meccanismo in posizione di “riposo”, 66 per il meccanismo ad un’altezza media e 98 per la sua massima estensione.

La scelta di condurre in tal modo l’acquisizione dei dati è votata a ricostruire il movimento di elevazione che dal 2012 non è più possibile attuare, adoperando la prima serie di foto per realizzare la casa vera e propria e i tre gruppi della seconda serie per il meccanismo.

Tutti i dati fotografici sono stati caricati e processati su VisualSFM, adatto a processare una grande quantità di dati, generando 4 nuvole di punti (una per la casa e tre per il meccanismo), le quali sono state elaborate tramite MeshLab, il software opensource per la visualizzazione ed editing dei modelli 3D complessi, realizzato da ISTI-CNR.

Il tetto è stato invece realizzato mediante SketchUp, creando 4 rettangoli di varie dimensioni che hanno così chiuso e completato il modello. Tale allineamento è stato eseguito su MeshLab.

[1] Cfr. art.10 c. 5; art.12 cc.1-10 e art.13-14 del Codice dei Beni culturali e del Paesaggio, DL 22 gennaio 2004, n.42.

Copyright ©La casa volante by Greta Petacco