La Casa "Volante"

«Ho continuato a costruire fino a quando non ho scorto il mare. A quel punto mi sono fermato. Non fossero bastati 22 metri di altezza, sarei andato ancora più su»

Annunzio Lagomarsini

Un titolo molto particolare, tanto quanto l’opera che rappresenta: si tratta di una villetta di 110 m2 disposti su due piani, comprendente due grandi terrazze, capace di alzarsi e abbassarsi, ruotare su se stessa di 360°, camminare su rotaie e persino curvare. Il tutto controllato per mezzo di un unico pannello di comando elettrico posto alla base della costruzione.

L’abitazione si trova nella proprietà privata del sig. Annunzio Lagomarsini (25 marzo 1932- 17 dicembre 2018), situata nel Comune di Castelnuovo Magra in provincia di La Spezia, confinante con il cimitero comunale.

L’opera impegnò incessantemente il suo autore per 7 anni, dal 1987 al 1994, che da precoce pensionato decise nel 1978 di smettere di lavorare per gli altri, dedicando le energie per se stesso, mettendo in opera le sue idee. La sua precedente attività lavorativa, in quanto ex impresario edile, contribuì al concepimento di questa casa particolare, dal momento che lungo il corso della sua vita professionale si è trovato spesso a dover accontentare ogni tipo di richiesta avanzata dai suoi clienti: decise di concepire un’abitazione che accontentasse un po’ tutti, sebbene il vero motivo che lo spinse a realizzarla scaturisce da un episodio famigliare.

«Mio padre in vecchiaia si muoveva con molta fatica. Negli ultimi anni della sua vita abitava a mezza collina ed al mattino usciva di casa molto lentamente portandosi dietro una sedia. Cercava il sole per tutto l’arco della giornata e perciò era costretto a spostarsi per seguirlo, ma solo dopo molti sforzi riusciva nella sua impresa. Così mi ero ripromesso che avrei cercato di fare qualcosa per non avere anch’io in vecchiaia questo problema. Mi chiesi “ma perché devo essere io a seguire il sole e non farlo fare alla casa?”»

Straordinarie risultano anche le circostanze in cui è stata realizzata: in totale autonomia, senza aiuto alcuno, considerando come nel 1968 il sig. Lagomarsini rimase vittima di un incidente lavorativo che gli procurò l’85% di invalidità delle mani. La casa è priva di un qualsiasi progetto cartaceo dal momento che il metodo utilizzato da Annunzio per le sue creazioni non comprendeva mai una fase di progettazione, bensì la messa in opera, visualizzando mentalmente la sua idea: per tale motivo non venne mai brevettata. Eseguì però 5 prototipi dell’abitazione per studiare e ideare i vari meccanismi di movimento, tutti scartati, ad eccezione di uno che ancora oggi si conserva. A causa dell’incidente precedentemente menzionato, prima ancora di mettersi in opera per la costruzione, si dovette ingegnare realizzando gli strumenti che lo avrebbero aiutato e facilitato nella composizione finale (come due piccole gru).

I materiali utilizzati per la costruzione sono per la maggior parte di recupero: putrelle, pistoni, centraline, compressori e quasi 3.000 bulloni sono stati ricavati da cantieri navali, industrie meccaniche, robivecchi; «Con quello che si trova nelle discariche si potrebbero costruire cattedrali, ma la gente non se ne rende conto». Di queste fanno però eccezione 12 valvole idrauliche e 23 travi di ferro fatte realizzare su misura per le quali fu necessaria una più ingente spesa.

La villetta, priva di fondamenta, poggia, quindi, su una struttura “a forbice” senza perno centrale, di ferro riciclato all’80%, alta 4,20 metri. Attivando il meccanismo di elevazione, la casa viene sollevata di altri 4,20 metri dal terreno, per un totale di 8,40 metri dal primo solaio, più altri 2,70 metri dal secondo solaio, raggiungendo gli 11,10 metri che la separano dal suolo; complessivamente, misurando dal tetto, nel momento della sua massima sospensione, la casa è alta 13,50 metri, mentre la minore altezza nel momento in cui il congegno rimane abbassato misura 7 metri.

Il sistema gli procurò non pochi problemi e per fare in modo che i movimenti si equilibrassero e si coordinassero con il meccanismo idraulico fu costretto a fare centinaia di prove prima di raggiungere la soluzione definitiva: le due forbici, aperte quando il fabbricato è abbassato, si chiudono con l’ausilio di zavorre laterali e elevano la casa, ma il momento iniziale di sollevamento è piuttosto critico poiché è necessario esercitare una maggiore forza che dia la spinta e azioni i contrappesi che issino i 1050 quintali della casa (di cui 850 della base meccanica). Installò quindi un àrgano posizionato centralmente che si attiva solo nella fase di partenza e per pochi metri.

La zavorra centrale impedisce il ribaltamento della casa e consente il sollevamento della parte mediana; vi è un gruppo di settore che funge da punto di forza per le 4 bielle facendo in modo che le travi si innalzino contemporaneamente e si bilanciano tramite due archi che le conducono durante tutto il movimento.

Si muove avanti e indietro di 12 metri su un binario sul quale è solamente appoggiata e dal momento che il suo ideatore dispone di altri tratti di rotaia, alcuni dei quali curvi, si potrebbe farla uscire dal prato verde sul quale è provvisoriamente parcheggiata e, a tappe di 12 metri, portarla da un’altra parte. Il tragitto che compie la casa può essere modificato variando l’assetto dei binari che anch’essi sono solo appoggiati al terreno, infatti quando è abbassata, le zavorre possono sollevare pezzi di rotaia e attraverso una lieve rotazione della casa spostarli e appoggiarvisi sopra per cambiare direzione; inoltre è in grado di percorrere dei tratti con una pendenza del 30%, sia in salita che in discesa e sopperire ad inclinazioni fino a 45°, rendendola resistente anche ai possibili eventi tellurici .

La rotazione che compie su se stessa arriva sino a 360˚, impiegando 45 minuti per compiere il giro completo.Durante il saliscendi o la rotazione gli abitanti non si accorgono di nulla e ogni mobile e oggetto contenuto all’interno rimane in perfetto ordine.

La villetta è dotata di luce, acqua corrente, gas, elettrodomestici, videocitofono, telefono e ogni altra comodità, a cominciare da bagno con doccia, lavabo, wc e bidet; l’unica cosa di cui è sprovvista è il termosifone, ma viene riscaldata con radiatori elettrici. Le tubazioni sono in gomma e flessibili, per le quali sfruttò il principio di Venturi.

Planimetria Piano Terra
Camera da letto
Sala da pranzo
Sala da pranzo
Cucina
Cucina
Planimetria Primo Piano
Salotto
Salotto
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L’intera casa è smontabile, dalle pareti prefabbricate in muratura agli arredi interni, ricavandone dei pezzi da poter stipare entro 2 container.

Vi abitò con la moglie Emilia per 13 anni, dal 1994 al 2007, poi a causa delle difficoltà motorie sopraggiunte alla sua veneranda età fu costretto a costruirsi una piccola dimora ai piedi dell’opera, ricavandola dall’officina in cui lavorava.

Come tutte le opere, anche la casa ha bisogno di manutenzione e nel settembre del 2012 il sig. Annunzio, assieme ad un aiutante, stava operando un controllo dei pistoni idraulici; accidentalmente durante le manovre venne premuto un pulsante che mise in moto uno dei motori. Si verificò uno scoppio dei pistoni e dei motori ed a quel punto la casa cominciò a pendere da un lato. Alla fine riuscì a togliere l’elettricità al meccanismo e con l’aiuto di una gru la riportò in posizione orizzontale, ma a seguito di questa manovra sbagliata non è più in grado di sollevarsi e attualmente la si trova in posizione di “riposo”.

Copyright ©La casa volante by Greta Petacco